Regolarizzazione degli immigrati presenti in Italia attraverso una sanatoria. La questione è al centro del dibattito mentre un decreto sul tema dell’immigrazione è all’attenzione del Parlamento. Nelle ultime settimane di aprile 2020 la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova ha richiesto a gran voce la regolarizzazione immediata degli stranieri che lavorano in Italia, in particolare riferendosi a tutti quegli immigrati che lavorano nei campi e in condizioni, spesso, irregolari e al limite. Una sanatoria, quella per la regolarizzazione degli immigrati, che potrebbe essere inserita nel prossimo decreto emanato per gestire l’emergenza legata alla diffusione del Covid-19, e che potrebbe riguardare tra i 400mila e i 600mila stranieri irregolari presenti sul territorio italiano. La bozza del decreto, al momento, sarebbe sul tavolo della ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ma il dibattito resta acceso. Si tratterebbe, nello specifico, di un decreto interministeriale che dovrebbe riguardare, prima di tutto, i lavoratori agricoli. Il settore agricolo, infatti, è uno di quelli che ha sofferto e sta soffrendo maggiormente per le chiusure legate al lockdown, e che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori stranieri non regolari. 

La questione di una sanatoria per la regolarizzazione di immigrati, in particolare di tutti quegli stranieri che lavorano come colf, badanti, braccianti, è uno dei temi caldi dall’inizio del 2020. In Italia, al momento, la soluzione più vicina sembra proprio questa della regolarizzazione dei lavoratori, ha chiarito e spiegato l’avvocato Pitorri di Roma, esperto in diritto dell’immigrazione, e autore di numerosi libri e pubblicazioni sul tema della regolarizzazione degli stranieri in Italia. Nel nostro Paese, entro la fine del 2020, si stimano 670mila immigrati irregolari, tutti in attesa di una sanatoria per la regolarizzazione. In Portogallo, nelle ultime settimane, invece, si è assistito ad una sanatoria-lampo sul tema dell’immigrazione, concedendo accesso agli stessi diritti dei cittadini portoghesi, e dunque al sussidio sociale alle cure, per tutti i richiedenti asilo o per chi avesse già fatto domanda di permesso di soggiorno. Si è trattato, in poche parole, della regolarizzazione immediata di tutti gli immigrati presenti sul territorio portoghese che ancora fossero in attesa del permesso di soggiorno. Un provvedimento arrivato in un momento delicato, come quello dell’emergenza per la diffusione del virus Covid-19, e voluto proprio per assicurare a tutti il diritto alla salute e alle cure. In questa direzione, spiega ancora l’avv. Pitorri Iacopo Maria di Roma, potrebbe andare anche l’Italia, adottando l’attesa sanatoria proprio all’interno di uno dei decreti emanati per far fronte all’emergenza coronavirus. Un decreto che, partendo dai lavoratori agricoli, potrebbe poi abbracciare l’intero settore dei lavoratori stranieri non regolati presenti in Italia, e che potrebbe portare a una nuova apertura e alla garanzia di tutta una serie di diritti, segnando anche un cambio di rotta rispetto a quanto previsto dal Decreto Sicurezza e alla cancellazione del “permesso di soggiorno per motivi umanitari”.